Free blogger

(Fuente: Derecho de los blogs)

Se anuncia la campaña Free Blogger, para solidariarse contra la propuesta de regulación de los blogs en Italia, según una de las proposiciones de ley que adoptó el senado italiano hace un mes y que contempla la posiblidad de exigir a los blogueros a que se inscriban en un registro controlado por el gobierno así como el bloqueo por los ISP.

Si bien en el pasado ya se denunciaron problemas relativos a la libertad de expresión en los blogs, en Italia, lo cierto es que estas medidas se han adoptado tras conocerse la utilización que ciertos grupos mafiosos hacían de las redes sociales para coordinar o justificar sus acciones.

Al parecer, según la nota de Boing Boing, se trata no sólo de llevara delante la idea del registro de blogueros sino de incluso obligar a los ISP a bloquear un sitio a petición del Ministerio del Interior, por crímenes de opinión, esto es incluso justificar la comisión de un delito.

El bloqueo del sitio se realizaría sin mediar interención judicial alguna, lo que deja en manos del ejecutivo el control de uno de los pocos medios libres (ajenos al gobierno y en concreto a Berlusconi).

Seguiré localizando más información sobre este tema que tan cercano nos puede parecer, porque al final parece que nuestro legislador gusta de tomar ideas de nuestros vecinos, puesto que si bien es cierto que las noticias son preocupantes, la verdad es que la última movilización promovida desde Italia tampoco parecía tan exagerada, teniendo en cuenta que lo que se pretendía era un registro de los blogs que realizasen una actividad económica, algo de todo punto razonable y obligatorio en España por evidentes razones fiscales.




(Fuente: Mangas Verdes)

Para mostrar tu solidaridad, tan solo debes hacerte una foto en la que aparezca con la leyenda ‘Free Blogger’ y enviar un correo con los siguientes datos:

Para: freeblogger@beppegrillo.it
Asunto: tu nombre
Texto: la dirección de tu blog
Archivo adjunto: una foto tuya con la leyenda ‘FREE BLOGGER’



BeppeGrillo, autor de la iniciativa, parece tenerlo bastante más claro:

The Levi-Prodi law lays out that anyone with a blog or a website has to register it with the ROC, a register of the Communications Authority, produce certificates, pay a tax, even if they provide information without any intention to make money. [...]

Y en otro artículo

The UDC’s Senator D'Alia wants to black out the Internet. He has proposed an amendment, that has been approved in the Senate, to a draft law put forward by Brunetta that will oblige the ISPs to black out a site, a blog or a social media like YouTube or Facebook at the request of the Minister of the Interior for crimes of opinion, for example a film clip or a group that invites people not to observe a law that is considered to be unjust. Without any verdict from a magistrate. Today, this only happens in China. In a dictatorship. The Chinese have erected a "Golden Wall" against Internet information. They were inspired by the Great Wall of China. D'Alia wants to build a “Shit Wall”. He was inspired by the psycho-dwarf.



El problema reside en la ambigüedad de la ley, si la existencia de publicidad en un blog lo convierte automáticamente en un producto editorial y, por lo tanto, debe regirse por las mismas leyes que, por ejemplo, una publicación en un periódico:

(Fuente: punto-informatico.it)

Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.
All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

[...]

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa."
Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
Rockerduck: "Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina."
Paperino: "Ok. Sob."


Para los que estén puestos en italiano, pueden leer el proyecto de ley que se presentó el 9 de junio de 2008 (no he encontrado revisión posterior).

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